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Giornata Mondiale del Rifugiato

Giornata Mondiale del Rifugiato

 Il 20 Giugno ricorre la “Giornata Mondiale del Rifugiato”, una “figura” nel panorama politico internazionale che, negli ultimi anni, è sempre più stata al centro di cronache e avvenimenti.

Della tematica, in realtà, si è cominciato a parlare fin dai primi anni del Secondo dopoguerra.

Tappa fondamentale è la “Convenzione di Ginevra del 1951” relativa allo “Status di Rifugiato”, integrata successivamente con il Protocollo Addizionale del 1967.

Tale Convenzione applica la definizione a “colui che, a seguito di avvenimenti verificatisi anteriormente al 1 gennaio 1951, temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova al di fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese: oppure che, non avendo la cittadinanza e trovandosi fuori dal Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra…”.

Negli ultimi decenni, l’interesse per le condizioni di chi cerca la possibilità di una vita migliore è cresciuto in conseguenza ai numerosi flussi migratori provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente, zone particolarmente sensibili a condizioni di conflitto e regimi statali difficili. Anche in Sud America, tuttavia, la situazione è particolarmente delicata.

La pandemia da Covid-19 che ha sconvolto il Mondo ha reso ancora più precarie le condizioni di molti Rifugiati, già soggetti vulnerabili a causa del loro Status, tanti dei quali hanno perso il lavoro e quella poca sicurezza acquisita.

Secondo gli ultimi dati riportati dall’ UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, si stima che le persone in fuga per motivi legati a conflitti, violazione dei Diritti Umani e persecuzioni siano circa 82,4 Milioni.

La Turchia è il Paese che, fino ad ora, ha accolto il maggior numero di Rifugiati, circa 3,7 Milioni.

Da anni Croce Rossa fa appello alla Comunità Internazionale al fine di prestare maggiore attenzione all’ambito, cercando di garantire un sistema umanitario e una rete di protezione tali da non lasciar indietro nessuno.

All’interno della stessa Associazione Umanitaria si cerca di sensibilizzare sulla questione attraverso la formazione di Istruttori specializzati in Diritto dei Rifugiati e degli Apolidi, che si impegnino a loro volta a organizzare seminari e convegni rivolti a Volontari e persone esterne, oltre ad avere personale competente per creare collaborazione con altri enti impegnati nel supporto umanitario.

(foto di Tommaso Della Longa/ ItRc)

Il mio essere donatore

Il Comitato di Bresso da diversi anni, in accordo con AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue), svolge il trasporto di sangue, plasma e provette dai punti di raccolta agli ospedali affiliati. Il nostro operato si svolge nei punti di raccolta di Formentano e Besana Brianza e negli ospedali di destinazione di Garbagnate e San Gerardo di Monza. Abbiamo voluto raccogliere la testimonianza di un donatore nel centro di Formentano, che con semplicità spiega cosa significa donare e risponde ai dubbi che spesso frenano le persone a intraprendere questo importante cammino.

"Sono Francesco, 34 anni appena compiuti, dono sangue da diversi anni ma dopo un lungo periodo di latitanza ho ripreso a donare grazie, o forse a causa, della forte propaganda televisiva che ha incentivato le donazioni di plasma iperimmune da parte delle persone guarite dal Covid 19. Il mio pensiero è stato: “con una propaganda così mirata succede poi che ci dimentichiamo degli utilizzi classici del plasma” (le trasfusioni per il trattamento di alcune patologie e la produzione di farmaci salvavita) e allora, visto che non sono mai risultato positivo al “virus con la corona” mi sono riattivato.

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A volte dono il plasma, a volte il sangue; per il plasma devono passare almeno due settimane fra una donazione e l’altra, mentre servono novanta giorni per il sangue. Non lo vedo come un impegno ma come regalare qualcosa che a me costa pochissimo ma che ha un valore inestimabile per chi ne ha bisogno.

In tanti mi chiedono: ma senti male? A loro rispondo che è come quando vai a fare le analisi del sangue, perché sì, fra le altre cose, dopo qualche giorno, ti consegnano anche le analisi del sangue e questo è un vantaggio, perchè la mia salute è sempre monitorata.

Atri mi dicono: ma io senza fare colazione svengo, come faccio? Semplice, prima di donare fai pure colazione, basta evitare latte e derivati per quella mattina.

E dopo la donazione come stai? Dopo la donazione del plasma esco come sono entrato, dopo il sangue un po’ più stordito del solito ma, sapendo di aver fatto del bene, sto bene.

Tu che doni il sangue? Ebbene sì, faccio una vita normale e il giorno dopo vado a lavorare.

Sono un donatore perché, sperando sempre di stare da questa parte, ho immaginato la situazione inversa: ho immaginato, con i dovuti gesti scaramantici, di averne bisogno ma di non averne disponibilità. In questa esperienza trovo quindi esclusivamente aspetti positivi e, se “toccare ferro” non dovesse bastarmi, dico già grazie a te che donerai. :D"

 

Giornata Mondiale dell'Ambiente

Il 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 1972, per ricordare la  Conferenza sull’Ambiente tenutasi a Stoccolma dal 5 al 16 giugno di quell’anno. Durante la Conferenza di Stoccolma infatti, venne delineato il Programma Ambiente delle Nazioni Unite. A questa importante celebrazione aderiscono oltre 100 Paesi del mondo, tra cui l’Italia.

L’edizione 2021 è di cruciale importanza, infatti il tema individuato per quest’anno è il “Ripristino degli Ecosistemi”, con l’obiettivo di prevenire, fermare e invertire i danni inflitti agli ecosistemi della Terra, cercando dunque di passare dallo sfruttamento della natura alla sua guarigione. Proprio il 5 giugno verrà inaugurato il Decennio delle Nazioni Unite per il Ripristino dell’Ecosistema, introdotto con la missione globale di far rivivere miliardi di ettari, dalle foreste ai terreni agricoli, dalla cima delle montagne alle profondità del mare.

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Croce Rossa Italiana ha inserito la difesa dell’ambiente tra le priorità individuate nella Strategia 2030 (https://cri.it/chi-siamo/strategia-20-30/), con la finalità di “Integrare iniziative di adattamento ai cambiamenti climatici nei nostri progetti; educare ed attrezzare le persone alla resilienza ed incoraggiarle ad adottare stili di vita sostenibili”.

 

Il Comitato di Bresso, conformemente a questi obiettivi, ha aderito all’iniziativa “plogging day” organizzata dal Comune di Bresso il 30 maggio 2021, insieme ad altre associazioni del territorio. Il termine “plogging” indica l’attività di raccogliere spazzatura mentre si fa running, un’attività sana che fa bene sia al corpo che all’ambiente e che sta coinvolgendo sempre più persone.

 

Il 2021 rappresenta dunque un anno importante e, in quest’ottica, Croce Rossa Italiana e Legambiente hanno rinnovato, a inizio anno, il protocollo d’intesa che li vede uniti nella lotta alla crisi climatica e nella tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

- Tutela e prevenzione ambientale, riduzione dei rifiuti e lotta agli sprechi, consapevolezza sui cambiamenti climatici;
- Diffusione dei valori di volontariato e cittadinanza attiva, con particolare attenzione alle fasce più giovani della popolazione;
- Sensibilizzazione e formazione della popolazione in merito alle tematiche citate precedentemente.

 

In occasione di questa rinnovata collaborazione, l’intervento di Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana e della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa,  riassume la complessità dell’attuale situazione e lo spirito con cui siamo chiamati ad affrontarla:

 

“L’attenzione del mondo è tutta incentrata sul COVID-19. Ma le crisi come quella climatica  non si fermano, anzi continuano ad evolvere. La Croce Rossa è impegnata, a livello nazionale e internazionale, a potenziare e a mobilitare la propria rete globale per far fronte a questa emergenza: solo un’azione comune, infatti, può fare la differenza. Ecco perché sono molto lieto del rinnovo della collaborazione, ormai consolidata, con Legambiente, che ringrazio a nome dei nostri 150.000 volontari in Italia. In questo momento stiamo fornendo in tutto il Paese assistenza sanitaria e sostegno per chi vive le conseguenze economiche del lockdown, la solitudine o qualunque altra vulnerabilità. Ma il nostro impegno sul clima non verrà mai meno, perché la crisi climatica in molti Paesi è già crisi umanitaria, peggiorata ulteriormente dal virus. E perché crediamo e vogliamo un futuro per le giovani generazioni”.     

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Fonti: unric.org; cri.it

"I Princìpi siamo noi"

“I princìpi siamo noi” è un invito a ricordare, in occasione della giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, che i Princìpi Fondamentali non rappresentano solo un elenco teorico, ma devono guidare noi Volontari in tutte le nostre attività volte ad ascoltare, sostenere, proteggere e confortare.

Adottati durante la XX Conferenza Internazionale del 1965, i nostri Princìpi  rappresentano il Cuore e l’Anima del Movimento e, per questo, nel nostro Comitato sono stati per la prima volta argomento di alcuni incontri di approfondimento online, dedicati esclusivamente ai Volontari che hanno recentemente terminato il corso di accesso.

E’ essenziale quindi che tutti i Volontari, soprattutto coloro che sono appena entrati a far parte della nostra Grande Famiglia, abbraccino e condividano i nostri sette Principi Fondamentali, facendoli propri e diventando, a loro volta, promotori del loro importante messaggio.

 

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Henry Dunant

Un uomo al servizio dell’umanità. La storia di Henry Dunant

 

Questa settimana, per noi Volontari, è molto Speciale: è la settimana in cui festeggiamo la nostra Grande Famiglia, che da 157 anni opera per portare sollievo e conforto a milioni di persone in tutto il Mondo.

In questi giorni cade infatti la GIORNATA MONDIALE DELLA CROCE ROSSA E DELLA MEZZALUNA ROSSA, precisamente l’8 Maggio.

Ma perché proprio l’8 Maggio?

Il motivo è da ricercarsi nella straordinaria storia di un uomo che ha dedicato la sua Vita agli altri, il Fondatore del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: HENRY DUNANT.

Henry Dunant nacque l’08 Maggio 1828, a Ginevra, in una famiglia borghese, di religione calvinista e con animo caritatevole.

Poco brillante in ambito scolastico, Dunant diventerà presto un uomo d’affari, che lo porteranno a viaggiare soprattutto in Nord Africa, in Algeria. A causa di alcune problematiche legate proprio alle sue attività, Dunant decise di rientrare a Ginevra e rivolgersi direttamente a Napoleone III, Imperatore dei Francesi, per chiedere udienza.

Dunant si recò dunque in Nord Italia, dove l’Imperatore era impegnato al comando delle truppe franco-piemontesi nella guerra di indipendenza contro gli Austriaci. Fu così che assistette agli orrori scaturiti dalla battaglia di Solferino e San Martino, località nel Mantovano, combattuta il 24 Giugno 1859.

Colpito dalla situazione drammatica e dallo stato in cui versavano i soldati feriti, abbandonati a se stessi soprattutto a causa della scarsità dei soccorsi, Dunant, assieme alla popolazione locale, si adoperò strenuamente per cercare di alleviare le sofferenze di quelli che, nonostante una divisa e nonostante fossero nemici sul campo di Battaglia, alla fine, di fronte al dolore, erano TUTTI Uomini.

Tornato a Ginevra, decise di narrare quanto vissuto e, nel 1862, venne pubblicato “Un ricordo di Solferino”. Nel suo racconto, Dunant non solo descrisse gli eventi storici, la sofferenza e le atrocità della battaglia, ma cominciò ad avanzare alcune proposte per portare maggiore assistenza ai soldati feriti in guerra, idee che cambieranno per sempre la Storia dal punto di vista dell’Assistenza Umanitaria.

 

henry dunant

 

Nel febbraio del 1863 nacque il “Comitato ginevrino di Soccorso dei Militari feriti”, conosciuto anche come “Comitato dei Cinque” e futuro “Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR)”. Oltre a Dunant, Segretario del Comitato, ne fecero parte altri quattro membri, esponenti della Società di Ginevra.

Tale Comitato organizzò a Ginevra, nel mese di ottobre, un Convegno durante il quale parteciparono rappresentanti di vari Paesi. Venne raccomandata la creazione di Società Nazionali che potessero fornire un supporto alla sanità militare, con l’auspicio che il Personale Sanitario sarebbe stato protetto e tutelato, così come gli ospedali e i feriti stessi. Tali affermazioni trovarono successivamente concretezza nella “Convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei militari feriti negli eserciti in campagna” del 22 Agosto 1864, nella quale venne riconosciuta la Neutralità del Personale Sanitario e in cui si dichiara l’adozione di un segno distintivo a protezione dei reparti sanitari e degli ospedali: Una Croce Rossa in campo bianco, omaggio alla Svizzera, Paese ospitante della Conferenza che elaborò la Convenzione.

In seguito al crollo dei suoi affari e caduto in disgrazia,Dunant si vide costretto a dimettersi dal Comitato e si allontanò da Ginevra. Per anni non si seppe più nulla di lui, fino a che un giornalista non lo riconobbe in un uomo, molto cambiato e ormai anziano, in un ospizio ad Heiden. Nel 1901, gli venne riconosciuto il suo impegno e la sua devozione all’Ideale Umanitario, impegno premiato con l’assegnazione del Primo Premio Nobel per la Pace della Storia. Morì ad Heiden, il 30 Ottobre del 1910.

Nonostante gli anni trascorsi, Dunant è sempre presentein ogni attività che il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa svolge ogni giorno. La sua Opera vive attraverso ciascuno di noi e non si è mai fermata, in special modo negli ultimi due anni appena trascorsi, durante i quali i Volontari CRI sono chiamati a dare sempre di più, in un parola... a essere #INARRESTABILI.

“Poiché tutti possono, in un modo o nell'altro, ciascuno nella sua sfera e secondo le sue forze, contribuire in qualche misura a questa buona opera.” (Jean Henry Dunant, 08 Maggio 1828 – 30 Ottobre 1910)

 

 

Il mio essere Volontario ♥

Mi chiamo Giulia, ho 22 anni e sono una volontaria CRI da 5 anni.


Studio in università “Comunicazione Interculturale” e, dunque, credo fortemente nell’importanza di condividere ogni gesto; dal più percebile al meno tangibile.
Questa mia credenza si sposa perfettamente con quanto imparato sino ad ora in Croce Rossa Italiana, nonostante la mia strada sia ancora tutta da scoprire!
"Rispetto", "ascolto", "unione" e "donare tempo": quattro concetti che hanno come denominatore comune il movimento solidale verso un qualsiasi essere umano; uno dei principi imprescindibili della nostra associazione.

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Diventare volontario

Chi, tra noi volontari, si ricorda che cosa si prova durante un corso di accesso? Quanti anni sono passati? Eppure ve lo ricordate che emozione? che ansia e che voglia di fare bene?

Sono appena arrivati molti nuovi volontari ...sotto i pensieri sparsi di Ilia, un'aspirante durante il corso di accesso.

Potrò mai essere una volontaria? Qualcosa di buono che mi ha portato il COVID-19

Non sapevo nulla di Croce Rossa, Croce Verde e Croce Bianca, devo ammettere la mia ignoranza in questo bailamme di colori e forme.

 

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Non siamo soli

“IL LATO BUONO DELLA PANDEMIA” – Vanity Fair incontra la Croce Rossa di Bresso


"

C’è chi corre a consegnare la spesa ai malati in quarantena, chi porta i farmaci agli anziani, chi dona pacchi viveri ai clochard. Accanto alla guerriglia urbana contro le chiusure, sta nascendo un movimento opposto: una rete di umanità dove far atterrare i più fragili
"

Questo l’incipit dell’articolo pubblicato da Vanity Fair sul suo numero 48 (disponibile in edicola ed online fino al 2 dicembre p.v.).

La rivista incontra ed accompagna i volontari della Croce Rossa del Comitato di Bresso durante una giornata ordinaria di supporto alla popolazione vulnerabile.

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Proteggere la storia

... per proteggere l'Umanità

Il 14 maggio è una ricorrenza che, spesso, viene dimenticata e a cui, invece, vogliamo dedicare un piccolo articolo.

In questa data ricorre infatti l'adozione nel 1954 della “Convenzione dell’ Aja per la Protezione dei Beni Culturali in caso di conflitto armato”.

Quando si sente parlare di “guerra”, il pensiero corre, inesorabilmente, alle Vittime coinvolte: soldati, prigionieri di guerra, civili, Personale Sanitario…

Tuttavia, oltre ad un “qualcuno”, nel corso degli anni si è sentita la necessità di dover tutelare anche un “qualcosa”.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, vennero trafugate numerose opere d’arte da parte dei nazisti, con lo scopo di trasferirle ed esporle, successivamente, in Germania. A seguito dei bombardamenti sulle città, edifici storici di immenso valore artistico sono stati danneggiati o distrutti.

La Convenzione redatta qualche annodoposi basa su un Princìpio specifico: I BENI CULTURALI SONO PATRIMONIO DELL’UMANITA’.

Gli Stati che hanno aderito alla Convezione s’impegnano a “salvaguardare”, in tempo di Pace, i Beni Culturali presenti sul proprio territorio, segnalandoli tramite un Emblema “ad hoc” chiamato “Scudo di Sant’Andrea”e adottando tutte le misure necessarie per “proteggere” i Beni Culturali nell’ipotesi di un Conflitto Armato. In tempo di Guerra, gli Stati aderenti al Trattato sono obbligati a “rispettaree tutelare” il Patrimonio artistico-culturale evitando, ad esempio, di installare obiettivi militari nelle vicinanze di chiese, musei, biblioteche, siti archeologici…Azione che metterebbe in pericolo il Bene Culturale in questione. E’ vietato, altresì, l’utilizzo dei Beni Culturali per ottenere vantaggi militari, oltre ad azioni come il saccheggio, il furto, atti vandalici e requisizioni. In caso di violazione di tali norme, dovranno essere adottate tutte le misure volte a punire e sanzionare comportamenti illeciti.

Interno del Museo dellHermitage San Pietroburgo Russia

Purtroppo, negli ultimi anni diversi sono stati gli episodi che hanno visto la distruzione di opere di inestimabile valore storico. Fra questi, ricordiamo i “Buddha di Bamiyan”, in Afghanistan, la città di “Palmyra”, in Siria, il “Ponte di Mostar”, durante la Guerra in Jugoslavia, recentemente ricostruito.La presenza dello stesso “scudo di Sant’Andrea” sul territorio italiano è pressoché molto scarsa, nonostante l’ingente Patrimonio che vanta il nostro Paese.

Oltre a Beni Culturali costruiti attraverso l’ingegno e l’impegno dell’Essere Umano, rientrano sotto la protezione della Convenzione anche Paesaggi e Riserve Naturali, capolavori della natura, habitat di numerose specie ed esseri viventi animali e vegetali.

E’ importante sensibilizzare su questa tematica così particolare del Diritto Internazionale Umanitario, poco conosciuta, eppure di rilievo.

I Beni Culturali rappresentano il “passaggio” dell’Uomo nei secoli passati. Ogni Popolo arricchisce il Patrimonio Culturalemondiale attraverso la sua Storia, le sue tradizioni e le sue usanze.

I Beni Culturali sono testimoni della civiltà e dello scorrere del Tempo: distruggere il Patrimonio Culturale di un popolo, significa annientare l’esistenza del popolo stesso e creare un vuoto d’identità per l’intera Umanità

 

Sito archeologico della Città di Luxor Egitto

 

 

 

 

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Se sei esonerato dall’obbligo di presentazione della Dichiarazione dei Redditi:

puoi lo stesso donare il 5 per mille entro il 30 novembre 2021 attraverso la consegna dell’apposita scheda contenuta nella Certificazione Unica (CU ex CUD) ad uno dei seguenti soggetti:

  1. un ufficio postale (servizio gratuito)
  2. a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (commercialista, Caf, ecc.) il quale ha facoltà di accettare o meno la scheda e può chiedere un compenso per il servizio;
  3. direttamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia (se personalmente abilitati).

La busta da utilizzare per la presentazione della scheda deve riportare la seguente indicazione "Scheda per la scelta della destinazione del 5 per mille dell'IRPEF", il proprio nome, cognome e codice fiscale.

Grazie di ♥

 

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Giornata dell'Autismo

Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo

Oggi siamo tutti blu per la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo.

Ognuno con la propria sfumatura perchè #siamotuttiunici.

 

autismo

 

Il 2 Aprile si celebra la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo (World Autism Awareness Day, WAAD), istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (risoluzione 62/139) con l’obiettivo di incoraggiare tutti gli Stati a intraprendere misure in grado di aumentare la consapevolezza sociale dell’autismo e favorire la diagnosi e l’intervento precoce.

Rappresenta inoltre un momento di consapevolezza e riflessione importante affinchè vengano prese  misure per sensibilizzare l’opinione pubblica.

In questo periodo di emergenza Covid-19 le persone nello spettro autistico possono maggiormente accusare lo stress dovuto all’applicazione delle misure di contenimento e all’eventuale isolamento domiciliare o ospedalizzazione in caso di contagio.

Rapporto ISS (Istituto Superiore di Sanità) su Covid-19 dedicato all'autismo

L’ISS ha dedicato uno dei rapporti su COVID-19 al tema dell'autismo. Il documento contiene consigli e indicazioni per prevenire il disagio e per un appropriato sostegno, nei differenti contesti, delle persone nello spettro autistico e i loro familiari.

Di seguito i principali contenuti del rapporto ISS:

A casa

Tra le indicazioni da seguire in casa è importante che le persone nello spettro autistico siano supportate nel mantenere la routine quotidiana: mantenere il ritmo sonno-veglia, partecipare ai lavori domestici, organizzare la giornata attraverso un calendario, essere aiutate ad esprimere i propri sentimenti attraverso attività di scrittura, film o giochi. E’ importante mantenere, quando possibile, gli interventi dei professionisti che li hanno in carico anche da remoto, attraverso video chiamate o telefonate.

Isolamento domiciliare

In caso di isolamento domiciliare è necessaria la collaborazione in un familiare caregiver fornito di adeguati Dispositivi di Protezione Individuale, che gestisca le condizioni di salute, le consuete attività quotidiane e aiuti a prevenire la comparsa di emergenze comportamentali.

Ospedalizzazione

Se è necessaria l’ospedalizzazione le persone nello spettro autistico devono essere indirizzate verso strutture ospedaliere in cui siano stati precedentemente attivati percorsi di accoglienza specifici per le persone con disabilità e autismo (percorso DAMA).

Strutture residenziali

Nelle strutture residenziali andrebbero sviluppate procedure per ridurre al minimo il rischio di infezione da COVID-19 e protocolli per rispondere alle persone che possono aver contratto l’infezione. E’ inoltre indicata la designazione di un referente per la prevenzione e il controllo delle infezioni legate all’assistenza per COVID-19 che garantisca informazioni aggiornate sia agli operatori che agli utenti sulla corretta igiene e sull’uso dei Dispositivi di Protezione Individuale.

Fonte: salute.gov.it

Ambulanze CRI: IX

 

La lunga esperienza dei FIAT238 andò ancora a lambire gli ultimi anni Ottanta, periodo in cui il FIAT DUCATO stava già conquistando terreno presso la Croce Rossa Italiana. Il merito va senza dubbio alla sua grandissima versatilità, che lo colloca nella perfetta via di mezzo fra un'automobile ed un autocarro, ma con un pregio che sta anche nella sua affidabilità. Fu un mezzo dotato di tutte le apparecchiature utili per il soccorso urgente e la rianimazione dovuto allo sfruttando dell'ampio spazio interno; il mezzo, con le sue numerose versioni a tetto basso o a tetto alto, rappresentava oltre il 50% dei veicoli di soccorso presenti sulle nostre strade. 

 

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Ambulanze CRI: VIII

 

Il FIAT 238 fu la naturale evoluzione del FIAT 1100 in fatto di ambulanze. Arrivò sul mercato nel 1967, basato sulla meccanica a trazione anteriore dell'Autobianchi Primula e la casa madre si preoccupò di offrire una versione sanitaria ufficiale e realizzata in sinergia con la carrozzeria Savio. Parallelamente, numerose altre carrozzerie elaborarono in modo indipendente le proprie proposte sulla medesima base e tra le più famose si ricordano Boneschi, Bonfanti e Mariani; questo mezzo visse un periodo complesso per l'evoluzione della medicina d'urgenza applicata in ambulanza che raggiunse il culmine nella creazione del centro di rianimazione mobile. In un primo tempo, la configurazione interna non variò rispetto a quella delle ambulanze precedenti, restando molto semplice, priva di attrezzature e con solo una o due barelle, un armadietto per le attrezzature minute, due strapuntini ed eventualmente un piccolo lavandino. La barella aveva le caratteristiche solite della lettiga tradizionale trasportata dai lettighieri, sollevata da terra e fatta scorrere sui binari con le apposite rotelle. Curiosamente all'esterno fu mantenuto il vecchio "occhio di Polifemo", ormai non più obbligatorio da quasi un decennio. Il successo dell'ambulanza FIAT 238 giunse ai massimi livelli quando la casa di produzione torinese concepì l'ambulanza "unificata" stringendo un accordo con il Ministero della Sanità; un vano sanitario rinnovato con l'aggiunta di un respiratore volumetrico, un primordiale defibrillatore ed altri componenti tipici per una rianimazione da vero e proprio "ospedale mobile". L'ambulanza FIAT 238 subì anche alcune trasformazioni di livrea; la Croce Rossa abbandonò definitivamente la colorazione beige per il bianco e per quel che riguarda la segnalazione luminosa e sonora, la maggioranza degli allestimenti presentava due lampeggiatori e una sirena "a fischio" divenuta particolarmente efficace sulle strade sempre più caotiche e rumorose. Nel 1981 la FIAT aggiunse nuovi particolari alla versione iniziale come la mascherina in plastica nera e una nuova fanaleria.  

 

 

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CRI POINT

 

Lo sportello sociale ha un ruolo di “accoglienza” e ascolto dei bisogni della collettività tutta e, al tempo stesso, si fa “mediatore” tra il soggetto e l’intera gamma delle risorse sociali disponibili nel territorio di appartenenza.

Leggi tutto: CRI POINT

Unità di Strada

UDS Croce Rossa Bresso

“Salve a tutti, sono Leonardo, ho 16 anni e ho la fortuna di fare volontariato in Croce Rossa da poco più di un anno.

In particolare, partecipo attivamente ad un'attività sociale che mi ha attirato molto fin da quando sono entrato a far parte dell'associazione: Unità Di Strada.

Leggi tutto: Unità di Strada
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CROCE ROSSA ITALIANA
COMITATO DI BRESSO

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Cod. fiscale e P.Iva : 08479060967

Centralino: 02-6107368
Servizio Navetta Ospedali: Il servizio è attivo
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