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Questo 8 marzo è per loro

Questo 8 marzo è per loro.

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Per le donne che, oggi come ieri, lottano per quello in cui credono.
Per le donne che vivono nelle molte zone di guerra.
Per le donne che aiutano e sostengono le altre donne.

Auguri a tutte le donne dal Comitato di Bresso!




UCRAINA-COME AIUTARE

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PER DONARE:https://dona.cri.it/emergenzaucraina/~mia-donazione?_cv=1

PER DONARE TRAMITE BONIFICO:

Beneficiario: Associazione della Croce Rossa Italiana ODV

Banca: Unicredit SPA,Agenzia Via Lata 4 – 00186 Roma

IBAN: IT 93 H 02008 03284 000 105889169

BIC SWIFT: UNCRITM1RNP

Causale:EMERGENZA UCRAINA

 

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EMERGENZA UCRAINA-DONA ORA

Alla luce dell’intensificarsi delle violenze e delle conseguenti gravi emergenze umanitarie in Ucraina, la Croce Rossa Italiana lancia una urgente raccolta fondi finalizzata al sostegno delle enormi necessità cui stanno dando risposta senza sosta i volontari della Croce Rossa Ucraina.
Mancanza di acqua, cibo, elettricità e assistenza sanitaria colpiscono centinaia di migliaia di persone. Il tutto, aggravato dalla pandemia di Covid-19 ancora in atto.
La Croce Rossa è sul posto da sempre e, dopo quasi 8 anni di conflitto, vista l’escalation delle violenze, ha bisogno di tutto il sostegno possibile. Sono decine di migliaia le persone aiutate ogni giorno attraverso la fornitura di beni di prima necessità, la riparazione di sistemi idrici e l’erogazione di forniture essenziali per gli ospedali.
Al fine di garantire la protezione massima dei civili coinvolti, la Croce Rossa continua uno stretto dialogo tra le parti alle quali lanciamo l’appello di rispetto delle norme del DIU, diritto internazionale umanitario.
Le necessità sono enormi e, con il vostro aiuto, possiamo fare ancora di più.

PER DONARE https://dona.cri.it/emergenzaucraina/~mia-donazione?_cv=1

PER DONARE TRAMITE BONIFICO
Beneficiario: Associazione della Croce Rossa Italiana ODV
Banca: Unicredit SPA,Agenzia Via Lata 4 – 00186 Roma
IBAN: IT 93 H 02008 03284 000 105889169
BIC SWIFT: UNCRITM1RNP
Causale:EMERGENZA UCRAINA

 

Giorno del Ricordo

ROCCA: “OGNI ANNO NUOVI DOCUMENTI E TESTIMONIANZE SUL DRAMMA DI FOIBE ED ESODO”

La verità supera qualsiasi silenzio. Dopo tante omissioni, oggi grazie al Giorno del Ricordo celebriamo le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata. E sono ancora tanti i tasselli che sembravano perduti e che stanno finalmente riaffiorando, anche rispetto alla Croce Rossa, consentendoci di ricostruire una storia cancellata.

I desaparecidos della Croce Rossa

Si tratta di una delle pagine più dolorose della storia del XX secolo, nella quale si intreccia l’importante lavoro della Croce Rossa in favore degli esuli. Sapevamo già, dagli archivi, che personale della CRI fu arrestato, a Trieste e Pola, tra il maggio e il giugno del 1945, e che di loro non si seppe più nulla. Ma in occasione del Centenario della Croce Rossa di Gorizia, nel marzo dell’anno scorso, siamo riusciti a ottenere il racconto esclusivo di Giorgia Rossaro, figlia di un nostro ufficiale medico che, a guerra finita e con addosso la divisa della Croce Rossa, fu prelevato da casa per sparire per sempre.

La storia

Nel 1943, dopo l’Armistizio, e poi ancora tra il maggio e il giugno del 1945, migliaia di italiani dell’Istria, Venezia Giulia e Dalmazia furono uccisi dalle truppe del maresciallo Tito, gettati talvolta ancora vivi nelle foibe o giustiziati, spesso sommariamente. Questo portò, fino al 1954 e anche oltre, all’esodo di massa di nostri connazionali.

Un dramma che ci toccò da vicino

Il Comitato Internazionale di Croce Rossa (CICR) fece opera di mediazione per la liberazione dei prigionieri italiani nei campi di concentramento jugoslavi. Un significativo peso storico hanno avuto i report stilati dalla Croce Rossa e dalla Guardia di Finanza: tra i pochissimi documenti non distrutti attraverso i quali è stato possibile ricostruire i fatti e, talvolta, ritrovare persone scomparse. Ancora, intervenimmo a Bologna nel 1947, nei giorni dei cosiddetti fatti del “Treno della Vergogna”, assieme alla Pontificia Opera di Assistenza, per aiutare gli esuli-giuliano dalmati. E’ stato infine pubblicato, proprio in questi giorni, un dossier del 1945 redatto per il Congresso di Pace di Parigi che raccoglie alcune tragiche testimonianze di medici e crocerossine sulle condizioni degli internati del campo di concentramento jugoslavo di Borovnica.

Anche le guerre hanno regole

‘Anche le guerre hanno regole’ è un motto che le donne e gli uomini della Croce Rossa conoscono bene. Queste regole non vennero mai applicate in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia. Enormi furono le violazioni del diritto internazionale umanitario in tempo di conflitto e atroci i crimini contro l’umanità a guerra finita. Voglio concludere queste riflessioni sul Giorno del Ricordo 2022 con un brano dal racconto dall’intervista della signora Rossaro. Parole che il silenzio lo annullano:

Il 3 maggio 1945 iniziarono a Gorizia le deportazioni di italiani. Sentivamo le grida nelle case vicine. Poi toccò a noi: alle 7.30 del mattino arrivò un soldatino che avrà avuto la mia età, gli offrii il tè mentre mio padre si vestiva con la divisa della Croce Rossa Italiana. Quello mi chiese in sloveno se avessi paura. Io risposi: ‘E perché? La guerra è finita’. Il giorno 5 venimmo a sapere che si trovava nelle carceri cittadine, al secondo piano. Io e mia sorella, allora quattordicenne, andammo sulla terrazza di una conoscente e riuscimmo a vederlo. Ci sorrise, aveva una gavetta in mano e ancora il bracciale della Croce Rossa sulla casacca. Nella notte quei prigionieri sparirono tutti. Dopo di che se ne perdono per sempre le tracce. Credo li abbiano fucilati e poi, forse, infoibati. Mio padre, un uomo della Croce Rossa che nulla c’entrava con la politica, svanì nel nulla. Eppure, anche per noi, la guerra era finita”.

Lo ha scritto Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana, sul suo sito ufficiale.

Giornata della Memoria

Comitato Internazionale della Croce Rossa e campi di sterminio.

Il 27 gennaio ricorre il “Giorno della Memoria”, istituito dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005; una giornata per non dimenticare le atrocità commesse durante la Seconda Guerra Mondiale contro gli ebrei e contro tutti coloro che venivano considerati non “adeguati” dalla società ideale nazista, discriminati per ragioni politiche, di razza o di religione, o a causa di comportamenti ritenuti asociali o devianti.

Questa ricorrenza fornisce l’opportunità di rispondere ad alcune domande che molto spesso vengono fatte in relazione al ruolo ricoperto dalla Croce Rossa rispetto ai campi di sterminio. 

E’ importante chiarire infatti, che nella Terza Convenzione di Ginevra del 1929, si parla di protezione di prigionieri di guerra e dei loro diritti durante la prigionia, mentre non si fa alcun riferimento ai prigionieri civili. 

La Convenzione di Ginevra rappresenta l’insieme delle norme da applicare in situazioni di guerra, si rivolgono quindi solamente ai combattenti e, nello specifico, ai soldati fatti prigionieri; ad essi viene concesso, ad esempio, il diritto di comunicare con i familiari, di avere aiuti esterni, di tentare la fuga. Per questo motivo, durante la Seconda Guerra Mondiale, la Croce Rossa non avrebbe potuto intervenire nei campi di sterminio poichè si trattava di un tipo di prigionia che coinvolgeva la popolazione civile. 

Inoltre, non ci sono testimonianze note sul fatto che la Croce Rossa fosse a conoscenza dell’esistenza di questi campi, di cui si è cominciato a parlare solo verso la fine del conflitto. 

Nel 1949, finita la guerra, ci si è resi conto della quantità di civili morti sia per i bombardamenti indiscriminati che per i campi di sterminio, tanto da raggiungere una proporzione fra militari e civili morti di 1:1, ovvero un civile ucciso per ogni soldato ucciso. Per rendere l’idea dell’enormità di questi numeri, nella Prima Guerra Mondiale si aveva un rapporto di un soldato ucciso contro 10 civili e, se torniamo a pensare alle Guerre di Indipendenza, si aveva un ferito civile ogni centinaia di migliaia di soldati feriti.

È dunque solo durante la Seconda Guerra Mondiale che si ha questo enorme sacrificio di civili ed è per questo che, nel 1949, viene scritta la Quarta Convenzione di Ginevra che si occupa di salvaguardare i civili coinvolti in un conflitto armato.

Oggi il Comitato Internazionale della Croce Rossa, che segue e appoggia le nazioni coinvolte in conflitti armati,  tiene molto a salvaguardare i diritti di tutti i prigionieri di guerra sia militari che civili. Al contrario, il trattamento dei prigionieri nelle carceri comuni, ovvero coloro che sono stati arrestati per reati penali, non è di competenza della Croce Rossa.

Molti passi avanti sono stati fatti e molti si faranno ancora, ma l’invito per tutti è di non dimenticare il passato e di tenere alta l’attenzione perchè  “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.” (Primo Levi).

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Le fotografie rendono omaggio ai Bressesi che hanno partecipato con coraggio alla resistenza, ai deportati, ai sopravissuti, i cui nomi vengono ricordati nel “Giardino della memoria e della resistenza” di via Milano.

UDS, un anno insieme

UDS, un anno insieme

Con l’uscita di giovedì 30 dicembre si conclude l’anno anche per l’attività di Unità di Strada (UDS).

Un anno, complice la pandemia, molto impegnativo ma che ha visto i Volontari del Comitato di Bresso sempre coinvolti e operativi. 

Abbiamo messo in campo tre equipaggi ogni settimana per tutti i giorni dell’anno, anche quelli che sul calendario erano rossi! 

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Abbiamo incontrato centinaia di utenti, da quelli noti e storici a tantissimi migranti e transitanti. 

Distribuito circa duecento aiuti alimentari (pasti o sacchetti) alla settimana, con l’aiuto e le donazioni di esercenti del territorio, che ringraziamo, come Peter Pan e Il Forno dei Sapori che ci supportano con continuità, ma anche di molti altri che sono sempre pronti al bisogno.

Ascoltato storie di vita che ci hanno colpito ed emozionato, cercando di dare a tutti una parola di sostegno, un’indicazione, un suggerimento. 

Esplorato nuove vie attraverso la rete fra Comitati e Associazioni per poter essere più utili e perché no, più decisivi.

Sappiamo, purtroppo, che la situazione generale, le nuove povertà, il sistema, rendono i nostri interventi sempre più complessi. I risultati sono gocce nel mare dei bisogni  ma, come diceva Madre Teresa di Calcutta,  “Ogni cosa che facciamo è come una goccia nell'oceano, ma se non la facessimo l'Oceano avrebbe una goccia in meno.“ 

Continueremo dunque l’anno prossimo con gli stessi propositi, cercando sempre di migliorarci, certi che solo la costanza di un gruppo coeso sarà la nostra forza. Soprattutto, la nostra opera si esprimerà nel rispetto del principio secondo cui Croce Rossa non fa alcuna distinzione di nazionalità, di razza, di religione, di condizione sociale e appartenenza politica. Si adopera solamente per soccorrere gli individui secondo le loro sofferenze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tampone rapido a Bresso

Da oggi, 29 dicembre, fino ad esaurimento scorte, ogni lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16 alle 18 presso i Capannoni ISO Rivolta, parte l’iniziativa, promossa da Croce Rossa Bresso, dedicata allo screening Covid con tampone antigenico rapido, riservato ai ragazzi in età scolare ed ai soli pazienti inviati dal medico territoriale.

L’offerta libera che ci donerete, ci consentirà di acquistare altri tamponi per proseguire l’iniziativa.

 

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Auguri di Buone Feste

Care Colleghe e Cari Colleghi,

le Feste di Natale e di Fine Anno si avvicinano e il mio pensiero va a tutti voi che avete affrontato ancora nuove sfide per portare aiuto alla Comunità. Il vostro operato ha permesso al Comitato di incrementare la capacità di soddisfare i bisogni della popolazione e di far fronte a nuove richieste per la gestione dell’epidemia di Covid-19 ancora in corso. Quest’azione, condivisa con le istituzioni e con le realtà associative del territorio, ha portato ad un’implementazione degli obiettivi strategici del Comitato, ottenendo risultati estremamente positivi in tutti i suoi settori di operatività.

Desidero quindi esprimere il mio personale ringraziamento per il vostro contributo, senza il quale il Comitato non sarebbe potuto diventare un punto di riferimento importante sul territorio.

Il 2022  ci vedrà impegnati ad affrontare una situazione sanitaria, economica e sociale ancora critica, che richiederà maggior impegno e maggiori risorse. Il nostro obiettivo prioritario sarà dunque creare partnership valide che possano contribuire ad affrontare bisogni vecchi e nuovi.

Esprimendo la mia vicinanza a chi vive momenti di difficoltà, invio a tutti i più sinceri Auguri di Buon Natale e Buon 2022, con la speranza di vedere al più presto i nostri obiettivi realizzarsi!

Stefano Magnoni

Presidente

Croce Rossa Italiana - Comitato di Bresso

 

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L'Albero Solidale

Metti un dono sotto l'albero e...regala un sorriso!

Quest'anno Croce Rossa Bresso, insieme a tanti Comitati della Lombardia, partecipa all'iniziativa Albero Solidale, raccogliendo giocattoli da donare a bambini (da 0 a 13 anni) che vivono in famiglie con situazioni di disagio economico, segnalate dalle associazioni del territorio Caritas, San Vincenzo e Movimento per la vita.

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Attraverso questo semplice gesto, Croce Rossa vuole permettere a tutti i bimbi, nel giorno più magico dell’anno, di ricevere un giocattolo nuovo, contrastando così, almeno a Natale, la discriminazione dettata dalla logica consumistica e regalando un momento di gioia. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare, recandosi presso i negozi aderenti, che esporranno il volantino dell’Albero Solidale: basta acquistare un dono presso uno dei punti vendita e, se si desidera, lasciare un biglietto di auguri. I volontari del nostro Comitato ritireranno e consegneranno i doni acquistati.

Il nostro ringraziamento va a tutti i punti vendita aderenti e  a quanti vorranno contribuire a rendere speciale questo Natale regalando un sorriso!

Elenco dei negozi aderenti:

  • Cartoleria Cappelletti, via Francesco d'Assisi 3  e via Centurelli 42
  • Giuranno & Figli, via Vittorio Veneto  18/G
  • Cartoleria Leocrima, via Verdi 44
  • EcoPrint, via Alessandro Manzoni 17
  • Nildi & Co, via Vittorio Veneto 14
  • TT Market, via Milano 13/15
  • Ranzi Modellismo, via Bologna 7
  • Libreria Al Girasole, via Roma 16
  • Point&Click Tabaccheria, Galleria Esselunga via XXV Aprile 39

 

Giornata del Volontariato 2021

GIORNATA INTERNAZIONALE DEL VOLONTARIATO 2021

In occasione della 36° Giornata Internazionale del Volontariato (5 dicembre 2021), La croce Rossa Italiana è lieta di presentare la campagna “Tutti possono”, che ha l’obiettivo di promuovere la possibilità, per chiunque, di contribuire alla diffusione della cultura e della pratica del volontariato.

 

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Sono più di 6 milioni i volontari stimati operativi in Italia, di cui 4 milioni attivi in organizzazioni e associazioni. Svolgono prevalentemente professioni tecniche e sono spinti principalmente da due motivazioni: credono nella causa e vogliono dare il proprio contributo alla comunità. In più, da come emerge dai dati Istat, fare volontariato fa bene anche a sé stessi perché aumenta la capacità di relazione e cambia il modo di vedere le cose.

La Croce Rossa Italiana conta al suo interno 150mila volontari che si adoperano ogni giorno per alleviare la sofferenza umana. Solo nel 2020 si sono contati più di 1 milione e mezzo di giorni di volontariato svolti, oltre 400mila servizi di supporto sociale e centinaia di migliaia di persone soccorse in emergenza e urgenza.

Le forme di Volontariato sono molte e Croce Rossa Italiana le abbraccia tutte, dal volontariato d’impresa al servizio civile, dai soci Volontari al Volontariato Temporaneo.

Scoprile tutte cliccando sui link:

https://cri.it/cosa-facciamo/volontariato/

https://cri.it/cosa-facciamo/volontariato/servizio-civile/

https://cri.it/sostienici/responsabilita-sociale/

https://volontari.cri.it/

“Poiché tutti possono, in un modo o nell’altro, ciascuno nella sua sfera e secondo le sue forze, contribuire in qualche misura a questa buona opera”

Henry Dunant

Buon 5 dicembre!

 

#Sicurezza Stradale

Insieme per la #SicurezzaStradale, è il titolo dell'evento online che Croce Rossa Italiana - Comitato Regionale Lombardia  ha organizzato con la Polizia di Stato  insieme alla preziosa collaborazione di altre associazioni attive nel contrasto degli incidenti stradali.
 
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📺 Segui l'evento domenica 21 novembre dalle ore 15,00 sulla pagina Facebook di Croce Rossa Italiana - Comitato Regionale Lombardia o sul Canale Youtube CRI Lombardia!
 

https://www.facebook.com/events/1077693672979092/?ref=newsfeed

https://www.youtube.com/channel/UCFZLPcQtNJCRV_upRTdGCvA

 

Breakfast Summer Camp

Breakfast Summer Camp

Anche i Giovani del Comitato Cri di Bresso hanno dato il loro contributo all’importante  progetto “Breakfast Summer Camp”, realizzato da Kellogg e Croce Rossa Italiana per l’estate 2021, che ha l’obiettivo di sensibilizzare le fasce più giovani della popolazione a uno stile di vita sano tramite una corretta alimentazione, un’adeguata attività fisica e la lotta agli sprechi alimentari.

I “Breakfast Summer Camp” coinvolgono circa 350 bambini – delle fasce di età 8-13 e 14-17 – appartenenti a famiglie in stato di necessità, in tutta Italia. Ai partecipanti saranno offerti tutti i pasti della giornata, compresa la colazione, per un totale di oltre 30.000 colazioni donate.

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I nostri volontari hanno collaborato con il Comitato Cri di Sesto San Giovanni che ha ospitato nella propria sede il camp (patrocinato dal Comune di Sest S.G.) nella settimana compresa tra il 5 e l’11 luglio: circa 30 volontari appartanenti ai due Comitati hanno accolto e seguito bambini e ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 15 anni, provenienti da case protette o seguiti dal Comune a causa di situazioni particolari. Le giornate sono state caratterizzate da incontri con esperti sulla salute, da laboratori creativi e da attività sportive con il contributo degli allenatori del territorio. Per finire, una gita in cascina ha fatto conoscere gli animali e l’attività di produzione del burro.

Il progetto, recepito dai vari Comitati Locali di Croce Rossa, si pone in continuità con i “Breakfast Club”, un programma unico di sostegno ed educazione alimentare nelle scuole di Kellogg e Croce Rossa – che negli ultimi anni ha raggiunto circa 1.200 bambini e famiglie nelle aree più svantaggiate del Paese distribuendo circa 80.000 colazioni a titolo gratuito – e che ora moltiplica il suo impatto nell’estate 2021 grazie a un programma in 14 tappe, che toccherà 12 regioni italiane tra inizio luglio e inizio settembre. (Fonte: Cri.it)

Per saperne di più:

https://cri.it/2021/07/08/kellogg-e-croce-rossa-italiana-partono-breakfast-summer-camp/ 

https://cri.it/breakfastsummercamp/

 

Covid: impatto sulle operazioni umanitarie

La situazione di crisi globale generata dal Covid, ha messo a dura prova anche la Croce Rossa Internazionale, in quanto deve competere con le Nazioni più ricche per l’acquisto di beni di prima necessità come i DPI (mascherine, respiratori, guanti) e i tamponi, e più in generale di risorse da destinare alle nazioni che ne hanno bisogno e non sono in grado di acquistarle in autonomia. Infatti le Nazioni economicamente più potenti, acquistano quantitativi di beni tali da non lasciare disponibilità per quelle più deboli e povere, che hanno meno mezzi della Croce Rossa, e sono caratterizzate da seri problemi di logistica, non avendo rappresentanti in Cina (maggior venditore di DPI) che seguano gli acquisti. Queste Nazioni si rivolgono poi alla Croce Rossa Internazionale per essere aiutate; lo stesso problema si sta presentando ora per i vaccini.

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Per l’acquisto di mascherine dalla Cina, si è verificato esattamente questo tipo di situazione: dopo che la Croce Rossa aveva ordinato milioni di mascherine, una Nazione ha offerto il doppio e si è quindi accaparrata tutta la fornitura, lasciando la Croce Rossa senza mascherine o comunque con forniture a prezzi molto più alti di quelli iniziali.

Inoltre gli aeroporti avevano ridotto moltissimo i voli e ciò ha provocato un ulteriore aggravamento della situazione.

Un altro problema che si riscontra in situazioni di crisi globale come l’attuale, è la movimentazione delle persone: soprattutto nella prima fase dell’epidemia non c’erano delle restrizioni uguali per tutte le Nazioni per cui si avevano grosse differenze tra paese e paese. La Giordania ad esempio aveva delle regole molto strette, altri stati al contrario non ne avevano, come lo Yemen dove, almeno all’inizio, la pandemia non veniva presa in considerazione a causa della situazione bellica all’interno del suo territorio e dell’estrema povertà, per cui non era possibile prendere contromisure. Si pensi che in Yemen il Covid ufficialmente non esiste e non viene riconosciuto dal governo, quindi tutte le precauzioni non vengono rispettate; la Croce Rossa Internazionale con l’aiuto di quella finlandese e danese hanno aperto un centro Covid ma hanno avuto molti problemi perché la popolazione vedeva gli stranieri come i portatori del virus.

La prevenzione nei paesi non occidentali è dunque più difficile, in quanto tutte le strategie che per noi occidentali sono ritenute obbligatorie e comprensibili, non sono applicabili nei paesi mediorientali o africani. A Gaza, per esempio, non si può pensare che il distanziamento venga applicato come in una città europea, in quanto il territorio è molto ristretto e caratterizzato da una grande concentrazione di popolazione. In Iraq invece il concetto di “non uscire di casa” è impossibile da applicare perché non si tratta di fare la spesa ma di trovare fisicamente cibo.

Inoltre, mentre per noi Stati occidentali il Covid è stato un grande colpo, in paesi come lo Yemen la pandemia passa in secondo piano rispetto a problemi più gravi come l’enorme mancanza di denaro per l’acquisto di cibo, dovuta alla crisi finanziaria, l’inondazione del 2020 e la mancanza generale di sicurezza causata dall’aumento d’intensità del conflitto con l’Arabia.

Bisogna considerare dunque che esistono paesi per i quali l’impatto di questa pandemia è maggiore sulla sfera socio-economico piuttosto che sull’aspetto sanitario e ciò li conduce  a  rinunciare alla prevenzione perché di fatto non se la possono permettere.

Tutto questo porta grande insoddisfazione e frustrazione in queste popolazioni che, non potendo prendersela con il governo o con le autorità, si rifanno sugli staff della Croce Rossa Internazionale, presenti sul territorio per aiutarli, mettendo fortemente in pericolo la loro sicurezza. Allo stesso tempo, anche chi ha contratto il Covid non può rivelare di essere malato perché la propria sicurezza sarebbe messa in pericolo, essendo il resto della popolazione convinto che i malati stessi siano gli untori e siano quindi causa del virus.

In varie parti del mondo dunque, le risorse economiche sono così ridotte che impediscono l’acquisto in maniera importante di  tamponi e vaccini. Per affrontare questo tipo di problema, la Croce Rossa Italiana e la Federazione Internazionale (IFRC) hanno aderito alla campagna dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) denominata #VaccinEquity. Le Nazioni Unite, assieme ad altri partners istituzionali e del settore privato, hanno predisposto una serie di strumenti come il Covax e l’ACT Accellerator per distribuire equamente vaccini, trattamenti e strumenti diagnostici a livello globale; al momento però "la strada per non lasciare nessuno indietro è ancora in salita" (Cri.it).

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Accanto alla situazione economica, in alcuni paesi si protrae da tempo uno stato di conflitto che rende la situazione sempre più grave: in Medioriente si sta combattendo bene o male da più di una decina di anni quindi non esistono più le infrastrutture, i medici sono scappati e molti sono morti per il Covid. Chi ne è guarito, non è ritornato negli ospedali. In questi anni di guerra non c’è stata ricostruzione.

Nel primo periodo della crisi, fra febbraio e l’estate del 2020, i combattimenti erano leggermente diminuiti e ciò faceva sperare in una situazione permanente, mentre ora sono ripresi e in Stati come l’Iraq o lo Yemen si sono addirittura intensificati.

Da analisi e valutazione della situazione non c’è da aspettarsi una soluzione dei conflitti prima di quattro - dieci anni, in quanto le cause rimangono irrisolte.

Il movimento della Croce Rossa in questo momento rappresenta sicuramente una forza impareggiabile per rispondere a questa crisi; la nostra capacità di essere presenti con i volontari a tutti i livelli della società è unica ed avremmo bisogno di potere raggiungere ogni comunità per portare non solo aiuto ma anche sollievo alle sofferenze delle popolazioni. Nei prossimi anni Croce Rossa sarà chiamata a mettere in campo le proprie capacità, a essere parte della soluzione grazie alle competenze e ai valori che rappresenta, condividendoli con chi dovrà decidere la distribuzione dei vaccini anti-Covid e le modalità di somministrazione, in modo che, in ogni parte del mondo, tutti possano accedervi.

 

IO SOSTENGO IL MICR

IO SOSTENGO IL MICR

Quest’anno, in occasione della Fiaccolata di Solferino, lanciamo una campagna speciale per sostenere il MICR (Museo Internazionale di Croce Rossa), al centro di un grande progetto. L’obiettivo è di trasformare il Museo, inaugurato nel 1959 a Castiglione delle Stiviere e che rappresenta la memoria e l’identità collettiva di tutti noi, in un polo culturale.

Ciò permetterebbe “la convergenza e l’integrazione tra attività culturali, di formazione, di ricerca, di socializzazione e di uso creativo del tempo libero. Inoltre diventerà un luogo partecipativo e inclusivo, promuovendo princìpi di accessibilità e rimozione delle barriere, fisiche e strutturali, agevolando l’accesso alla cultura storica e contemporanea. Per questo abbiamo lanciato una raccolta fondi aperta a tutti, in ogni Paese del mondo. Ciascuno di noi può contribuire a #TheFutureOfHistory del MICR con una donazione online, anche simbolica, attraverso la piattaforma IRAISER:

https://donate.redcrossredcrescent.org/it/museum/~mia-donazione ".

Acquista dunque la tua torcia virtuale e contribuisci a portare nel futuro la storia della nostra associazione!

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TIENI LA FIAMMA ACCESA

La fiamma delle nostre fiaccole: una luce che non si spegne mai.

Anche quest’anno, come tutti gli anni, celebriamo l’evento da cui è scaturita la nascita della nostra Associazione: la Battaglia di Solferino e San Martino, che ebbe luogo il 24 Giugno 1859.

Secondo la tradizione ogni ultimo sabato di giugno, il cammino che lega Solferino a Castiglione delle Stiviere, dove fu portato il grosso dei Feriti a seguito della Battaglia, si illumina di speranza, con migliaia di Fiaccole accese, portando luce nell’oscurità della sera e nella vita di coloro che assistiamo giorno per giorno, da 157 anni.

La manifestazione solitamente vede Volontari provenienti da tutto il Mondo, che prestano la loro opera al servizio del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, i quali si riuniscono a Solferino per ripercorrere quelle strade che, un tempo, furono testimoni della Storia e sui cui Henry Dunant compì i primi passi verso l’idea che avrebbe rivoluzionato il sistema sanitario in ambito bellico e non solo. Luoghi di memoria, di sofferenza e di rinascita.

Al grido di “Tutti fratelli”, la Fiaccolata è un’occasione per stringere nuovi legami, rafforzare la collaborazione fra le varie Società Nazionali, condividere momenti di allegria e di crescita, nonché per ricordare le nostre origini e i Princìpi Fondamentali che ci guidano in ogni momento.

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Anche quest’anno però, a causa della pandemia, l’evento andrà in onda in streaming il 26 giugno a partire dalle 15.00 sui canali social della Croce Rossa Italiana e su quelli della Federazione Internazionale: verranno ripercorse le origini della Croce Rossa, con testimonianze di volontari da tutto il mondo che racconteranno la loro esperienza sul campo al fianco dei più vulnerabili e ovviamente con le immagini della celebrazione dal Memoriale di Solferino e della fiaccolata, a cui parteciperà solo una piccola delegazione.

In questo momento così difficile a causa della pandemia, è più che mai importante sentirsi vicini, passare il testimone dentro e fuori le comunità, per connettersi a livello globale. Non a caso il titolo di questa edizione di Solferino è #KeepTheFlameBurning (tieni la fiamma accesa) ed è stata rilanciata a livello internazionale la challenge #PassTheTorch, in cui si chiede di accendere una fiaccola, una candela, una torcia e passarla virtualmente, condividendo il video sui social in una staffetta digitale per tenere acceso lo spirito di Solferino, l’idea di umanità incondizionata che ispirò Henry Dunant per scrivere il suo “Souvenir di Solferino” e dare vita a quello che sarebbe poi diventato il più grande network umanitario del mondo. (fonte: cri.it)

Non potremo abbracciarci e camminare fianco a fianco dunque ma, accorciardo le distanze attraverso la modalità online, potremo ugualmente scambiarci idee e “accendere” i nostri sorrisi, per poi incontrarsi il prossimo anno più uniti e forti che mai, poiché la luce delle nostre Fiaccole è una fiamma che arde, sempre, nel segno dell’Umanità.

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