Giornata della Terra 2021

 

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Ogni anno il 22 aprile si celebra, da ben 51 anni, la Giornata della Terra (Earth Day), la più grande manifestazione ambientale dedicata al pianeta, ideata dalle Nazioni Unite.

Nata nel 1970 per sensibilizzare il mondo sull'importanza della conservazione delle risorse naturali della Terra, negli ultimi anni è riuscita a mobilitare oltre un miliardo di persone nei 193 Paesi dell’ONU coinvolti.

I cambiamenti climatici causati dall’inquinamento e dallo sfruttamento indiscrimato delle risorse, stanno generando sempre di più eventi estremi quali siccità, alluvioni, carestie e, quindi, migrazioni forzate. Questi fenomeni espongono le popolazioni a situazioni di fragilità e vulnerabilità sempre maggiori, situazioni a cui Croce Rossa vuole dare risposta agendo sulla prevenzione e sulla gestione mirata delle crisi. In quest’ottica, la Croce Rossa si pone come parte attiva nella salvaguardia del territorio, nell’educazione delle persone alla resilienza e nell’incoraggiamento ad adottare stili di vita sostenibili, perseguendo gli obiettivi definiti nella Strategia 2030. La visione strategica di CRI è in linea con gli  obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs - Sustainable Development Goals) dell’ONU, definiti nell’Agenda 2030 approvata dalla comunità degli Stati nel 2015. In essa sono stati individuati 17 obiettivi che mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l’ineguaglianza e allo sviluppo sociale ed economico. Inoltre riprendono aspetti di fondamentale importanza per lo sviluppo sostenibile quali l’affrontare i cambiamenti climatici e costruire società pacifiche entro l’anno 2030.

L’impresa non è facile, ma fissare degli obiettivi è un metodo estremamente valido che anche in passato ha migliorato la vita di milioni di persone.

In occasione della Giornata della Terra, ricordiamo gli obiettivi della CRI per la gestione del territorio e per uno sviluppo sostenibile, riportando un estratto della Strategia 2030:

“Rispondere alle situazioni di crisi e di emergenza, aumentare la resilienza delle comunità, puntando sulla prevenzione e la preparazione in caso di calamità.

La CRI opera da sempre per garantire una risposta efficace e tempestiva alle emergenze nazionali ed internazionali, ovunque essa sia chiamata ad intervenire, mediante l’azione congiunta di tutte le strutture territoriali. Per far fronte al numero e alla gravità crescente dei disastri, la CRI continuerà ad incoraggiare un cambio di paradigma, dalla gestione delle crisi alla gestione dei rischi, adottando un approccio trasversale ed inclusivo tra tutte le sue aree di intervento. Il principale obiettivo strategico della CRI è quello di continuare a salvare vite attraverso la gestione sistematica delle crisi umanitarie, adottando le misure di preparazione a disposizione più efficaci come ad esempio, i sistemi innovativi di allerta. Questo permetterà all’Associazione di apportare competenze specifiche ai processi decisionali, semplificare la risposta e stabilire partenariati tra più attori per una migliore cooperazione a livello nazionale ed internazionale. Tenere conto delle specifiche esigenze territoriali ed adeguare il nostro approccio all’analisi del rischio, ci consentirà di migliorare la sicurezza della nostra società e ci aiuterà a far fronte a situazioni improvvise ed imprevedibili. È nostra ferma intenzione agire sulle cause delle crisi e dei disastri: cambiamenti climatici, degrado ambientale e conseguenti fragilità, conflitti e le pandemie. Ne analizzeremo gli effetti diretti e condurremo attività di sensibilizzazione della comunità, di educazione e di promozione di una cultura della prevenzione. Si incoraggeranno così cambiamenti culturali, comportamentali ed ambientali, e si adotterà un processo di apprendimento e di formazione permanente dei volontari, del personale e della popolazione, in particolare di quella in età scolare. In tal modo, la CRI si presenterà come il principale promotore di un cambio di mentalità delle persone verso una cultura della prevenzione del rischio. Le misure di preparazione alle emergenze saranno rafforzate con attività di contenimento dirette a ripristinare i meccanismi interni delle comunità colpite, incoraggiando la ricostruzione di una società più inclusiva e resiliente, riducendo il rischio ed agendo sulle vulnerabilità, comprese quelle che riguardano specificamente determinati gruppi di età e di genere. Si incoraggeranno le istituzioni locali e nazionali ad adottare le soluzioni più adeguate a prevenire i rischi ed educare la popolazione a seguire le buone prassi civiche finalizzate alla prevenzione delle catastrofi, basandosi in particolare sull’analisi e sulla valutazione dei rischi. Sfrutteremo i recenti progressi nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in quanto inducono le autorità ed i cittadini ad adempiere alle proprie responsabilità, svolgendo un ruolo proattivo nella gestione dei rischi di disastri e nel fornire una risposta più efficace nelle catastrofi.

Entro il 2030 la CRI si prefigge di:

➢ Tutelare la vita e la società attuando strategie di intervento coordinate ed integrate e sfruttando tecnologie che si sono dimostrate estremamente efficaci nella gestione delle catastrofi, in collaborazione con le autorità preposte alla salvaguardia del territorio.

➢ Porre in essere attività di pronto intervento coordinate, tra cui sistemi innovativi di allerta, per consentire alla CRI e alle autorità di essere preparate ad affrontare potenziali crisi umanitarie e di intervenire in modo tempestivo.

➢ Sviluppare una cultura della prevenzione e diffondere buone prassi civiche attraverso l’educazione, la sensibilizzazione delle comunità e la promozione di programmi di formazione specifici a partire dall’età scolare.

➢ Integrare iniziative di adattamento ai cambiamenti climatici nei nostri progetti; educare ed attrezzare le persone alla resilienza ed incoraggiarle ad adottare stili di vita sostenibili.”

https://cri.it/

https://www.aics.gov.it/