Se le FIAT 501 sono state la più diffusa base di partenza per la costruzione di ambulanze nei primi anni Trenta, ciò non significa che siano state le uniche. Anche le milanesi BIANCHI godevano infatti di un discreto successo come vetture di media cilindrata e se ne trovavano diverse adattate ad uso sanitario.
Ne è un esempio l'ambulanza nella foto, una BIANCHI S5 in servizio presso la Croce Rossa Italiana, allestita dalla carrozzeria Schieppati con due barelle centrali sovrapposte; nella seconda foto, quella del vano sanitario, si possono notare anche i due sedili per i soccorritori posizionati in senso contrario a quello di marcia, con le spalle alla parete divisoria, il lavandino sul passaruota destro ed un armadietto che racchiudeva la dotazione di medicamenti su quello sinistro; le pareti erano in parte foderate ed in parte laccate, il pavimento rivestito in linoleum e l'abitacolo prendeva luce da vetri opacizzati posti su entrambi i lati.
L'equipaggiamento sanitario, a quei tempi, era limitato esclusivamente ad una cassetta per il primo soccorso ed a vari tipi di coperte e di cinghie di costrizione per l'immobilizzazione del paziente. Il ricorso ad autotelai di lusso per le ambulanze era un fatto non molto diffuso ma comunque era reso possibile dalle donazioni di vetture di rappresentanza, fatte per lo più dai facoltosi proprietari quando queste erano ormai troppo vecchie per tale uso, ma ancora ben sfruttabili ed adattabili in veicoli di pubblica utilità come ambulanze o addirittura come mezzi dei Vigili del fuoco.

