Le ambulanze della Croce Rossa Italiana nella storia

Con lo sviluppo dell'automobile e dell'autocarro, si capì ben presto l'importanza di creare ambulanze a motore che avrebbero potuto consentire sia una maggiore velocità di intervento sia il superamento delle difficoltà inerenti alla promiscuità assai poco igienica tra cavallo e paziente.

Per ottenere un'ambulanza a motore le carrozzerie che si dedicarono a questo settore, partendo dal un telaio nudo, crearono un mezzo che potesse accogliere il più comodamente possibile feriti e soccorritori mettendo a loro disposizione un vano sanitario igienicamente accettabile e pratico nelle operazioni di carico e di scarico. La prima ambulanza a motore acquistata dalla Croce Rossa Italiana fu nel 1911 e fu destinata alla sezione di Bergamo.

La vettura è una Maccagno 20/40 Hp, una quattro cilindri di 3.770 cc prodotta dall'azienda bergamasca che aveva rilevato il marchio Esperia ed i suoi modelli nel 1909. La carrozzeria fu invece appositamente costruita dalla concittadina Panza tenendo presenti le necessità dell'impiego sanitario, come la comodità di disinfezione del vano posteriore o là disponibilità dell'illuminazione elettrica interna. 

In fotografia il primo mezzo a motore entrato in servizio a Bergamo.