Proteggere la storia

... per proteggere l'Umanità

Il 14 maggio è una ricorrenza che, spesso, viene dimenticata e a cui, invece, vogliamo dedicare un piccolo articolo.

In questa data ricorre infatti l'adozione nel 1954 della “Convenzione dell’ Aja per la Protezione dei Beni Culturali in caso di conflitto armato”.

Quando si sente parlare di “guerra”, il pensiero corre, inesorabilmente, alle Vittime coinvolte: soldati, prigionieri di guerra, civili, Personale Sanitario…

Tuttavia, oltre ad un “qualcuno”, nel corso degli anni si è sentita la necessità di dover tutelare anche un “qualcosa”.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, vennero trafugate numerose opere d’arte da parte dei nazisti, con lo scopo di trasferirle ed esporle, successivamente, in Germania. A seguito dei bombardamenti sulle città, edifici storici di immenso valore artistico sono stati danneggiati o distrutti.

La Convenzione redatta qualche annodoposi basa su un Princìpio specifico: I BENI CULTURALI SONO PATRIMONIO DELL’UMANITA’.

Gli Stati che hanno aderito alla Convezione s’impegnano a “salvaguardare”, in tempo di Pace, i Beni Culturali presenti sul proprio territorio, segnalandoli tramite un Emblema “ad hoc” chiamato “Scudo di Sant’Andrea”e adottando tutte le misure necessarie per “proteggere” i Beni Culturali nell’ipotesi di un Conflitto Armato. In tempo di Guerra, gli Stati aderenti al Trattato sono obbligati a “rispettaree tutelare” il Patrimonio artistico-culturale evitando, ad esempio, di installare obiettivi militari nelle vicinanze di chiese, musei, biblioteche, siti archeologici…Azione che metterebbe in pericolo il Bene Culturale in questione. E’ vietato, altresì, l’utilizzo dei Beni Culturali per ottenere vantaggi militari, oltre ad azioni come il saccheggio, il furto, atti vandalici e requisizioni. In caso di violazione di tali norme, dovranno essere adottate tutte le misure volte a punire e sanzionare comportamenti illeciti.

Interno del Museo dellHermitage San Pietroburgo Russia

Purtroppo, negli ultimi anni diversi sono stati gli episodi che hanno visto la distruzione di opere di inestimabile valore storico. Fra questi, ricordiamo i “Buddha di Bamiyan”, in Afghanistan, la città di “Palmyra”, in Siria, il “Ponte di Mostar”, durante la Guerra in Jugoslavia, recentemente ricostruito.La presenza dello stesso “scudo di Sant’Andrea” sul territorio italiano è pressoché molto scarsa, nonostante l’ingente Patrimonio che vanta il nostro Paese.

Oltre a Beni Culturali costruiti attraverso l’ingegno e l’impegno dell’Essere Umano, rientrano sotto la protezione della Convenzione anche Paesaggi e Riserve Naturali, capolavori della natura, habitat di numerose specie ed esseri viventi animali e vegetali.

E’ importante sensibilizzare su questa tematica così particolare del Diritto Internazionale Umanitario, poco conosciuta, eppure di rilievo.

I Beni Culturali rappresentano il “passaggio” dell’Uomo nei secoli passati. Ogni Popolo arricchisce il Patrimonio Culturalemondiale attraverso la sua Storia, le sue tradizioni e le sue usanze.

I Beni Culturali sono testimoni della civiltà e dello scorrere del Tempo: distruggere il Patrimonio Culturale di un popolo, significa annientare l’esistenza del popolo stesso e creare un vuoto d’identità per l’intera Umanità

 

Sito archeologico della Città di Luxor Egitto

 

 

 

 

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