Giornata della memoria

per non dimenticare le atrocità commesse durante la Seconda Guerra Mondiale contro gli ebrei e contro tutti coloro che venivano considerati non “adeguati” alla società ideale nazista, discriminati per ragioni politiche, di razza o religione, o a causa di comportamenti ritenuti asociali o devianti.

Questa ricorrenza fornisce l’opportunità di rispondere alle domande che molto spesso vengono fatte, a noi della Croce Rossa, sul ruolo ricoperto nei confronti dei campi di sterminio. 

E’ importante chiarire infatti che, mentre nella Terza Convenzione di Ginevra del 1929 si parla di protezione di prigionieri di guerra e dei loro diritti durante la prigionia, al contrario nulla viene detto in questa convenzione riguardo ai prigionieri civili. 

Le Convenzioni di Ginevra sono un insieme di norme da applicare in guerra quindi si rivolgono (fino alla Terza Convenzione di Ginevra) solamente ai combattenti e, nello specifico, ai soldati fatti prigionieri ai quali (stabilito appunto nella Terza Convenzione), viene concesso, ad esempio, il diritto di comunicare con i familiari, di avere aiuti esterni, di tentare la fuga.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, ammesso che la Croce Rossa fosse a conoscenza dell’esistenza dei campi di sterminio (cosa non sicura perché non si è parlato di queste realtà se non verso la fine della guerra) non avrebbe comunque potuto intervenire dato che si trattava di un tipo di prigionia che coinvolgeva la popolazione civile. 

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Nel 1949, finita la guerra, ci si è resi conto della quantità di civili morti sia per i bombardamenti indiscriminati che per i campi dì sterminio, tanto da raggiungere una proporzione fra militari e civili morti di 1:1, ovvero per ogni soldato ucciso c’era un civile ucciso. Per rendere l’idea dell’enormità di questi numeri, nella Prima Guerra Mondiale si aveva un rapporto di un soldato ucciso contro 10 civili e, se torniamo a pensare alle guerre di indipendenza, si aveva un ferito civile ogni centinaia di migliaia di soldati feriti.

È dunque solo durante la Seconda Guerra Mondiale che si ha questo enorme sacrificio di civili ed è per questo che, nel 1949, viene scritta la Quarta Convenzione di Ginevra che si occupa di salvaguardare i civili coinvolti in un conflitto armato.

Oggi il Comitato Internazionale della Croce Rossa, che segue e appoggia le nazioni coinvolte in conflitti armati,  tiene molto a salvaguardare i diritti di tutti i prigionieri di guerra sia militari che civili. Invece il trattamento dei prigionieri nelle carceri comuni, ovvero coloro che sono stati arrestati per reati penali, non è di competenza della Croce Rossa.

Molti passi avanti sono stati fatti e molti si faranno ancora, ma l’invito per tutti è di non dimenticare il passato e di tenere alta l’attenzione perchè  “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.” (Primo Levi).

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Le fotografie vogliono rendere omaggio ai Bressesi che hanno partecipato con coraggio alla guerra, ai deportati, ai sopravissuti, i cui nomi vengono ricordati nel “Giardino della memoria e della resistenza”.