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Comitato Internazionale della Croce Rossa e campi di sterminio.

Il 27 gennaio ricorre il “Giorno della Memoria”, istituito dalla risoluzione 60/7 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005; una giornata per non dimenticare le atrocità commesse durante la Seconda Guerra Mondiale contro gli ebrei e contro tutti coloro che venivano considerati non “adeguati” dalla società ideale nazista, discriminati per ragioni politiche, di razza o di religione, o a causa di comportamenti ritenuti asociali o devianti.

Questa ricorrenza fornisce l’opportunità di rispondere ad alcune domande che molto spesso vengono fatte in relazione al ruolo ricoperto dalla Croce Rossa rispetto ai campi di sterminio. 

E’ importante chiarire infatti, che nella Terza Convenzione di Ginevra del 1929, si parla di protezione di prigionieri di guerra e dei loro diritti durante la prigionia, mentre non si fa alcun riferimento ai prigionieri civili. 

La Convenzione di Ginevra rappresenta l’insieme delle norme da applicare in situazioni di guerra, si rivolgono quindi solamente ai combattenti e, nello specifico, ai soldati fatti prigionieri; ad essi viene concesso, ad esempio, il diritto di comunicare con i familiari, di avere aiuti esterni, di tentare la fuga. Per questo motivo, durante la Seconda Guerra Mondiale, la Croce Rossa non avrebbe potuto intervenire nei campi di sterminio poichè si trattava di un tipo di prigionia che coinvolgeva la popolazione civile. 

Inoltre, non ci sono testimonianze note sul fatto che la Croce Rossa fosse a conoscenza dell’esistenza di questi campi, di cui si è cominciato a parlare solo verso la fine del conflitto. 

Nel 1949, finita la guerra, ci si è resi conto della quantità di civili morti sia per i bombardamenti indiscriminati che per i campi di sterminio, tanto da raggiungere una proporzione fra militari e civili morti di 1:1, ovvero un civile ucciso per ogni soldato ucciso. Per rendere l’idea dell’enormità di questi numeri, nella Prima Guerra Mondiale si aveva un rapporto di un soldato ucciso contro 10 civili e, se torniamo a pensare alle Guerre di Indipendenza, si aveva un ferito civile ogni centinaia di migliaia di soldati feriti.

È dunque solo durante la Seconda Guerra Mondiale che si ha questo enorme sacrificio di civili ed è per questo che, nel 1949, viene scritta la Quarta Convenzione di Ginevra che si occupa di salvaguardare i civili coinvolti in un conflitto armato.

Oggi il Comitato Internazionale della Croce Rossa, che segue e appoggia le nazioni coinvolte in conflitti armati,  tiene molto a salvaguardare i diritti di tutti i prigionieri di guerra sia militari che civili. Al contrario, il trattamento dei prigionieri nelle carceri comuni, ovvero coloro che sono stati arrestati per reati penali, non è di competenza della Croce Rossa.

Molti passi avanti sono stati fatti e molti si faranno ancora, ma l’invito per tutti è di non dimenticare il passato e di tenere alta l’attenzione perchè  “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.” (Primo Levi).

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Le fotografie rendono omaggio ai Bressesi che hanno partecipato con coraggio alla resistenza, ai deportati, ai sopravissuti, i cui nomi vengono ricordati nel “Giardino della memoria e della resistenza” di via Milano.

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