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Giornata Mondiale del Rifugiato

 Il 20 Giugno ricorre la “Giornata Mondiale del Rifugiato”, una “figura” nel panorama politico internazionale che, negli ultimi anni, è sempre più stata al centro di cronache e avvenimenti.

Della tematica, in realtà, si è cominciato a parlare fin dai primi anni del Secondo dopoguerra.

Tappa fondamentale è la “Convenzione di Ginevra del 1951” relativa allo “Status di Rifugiato”, integrata successivamente con il Protocollo Addizionale del 1967.

Tale Convenzione applica la definizione a “colui che, a seguito di avvenimenti verificatisi anteriormente al 1 gennaio 1951, temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova al di fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese: oppure che, non avendo la cittadinanza e trovandosi fuori dal Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra…”.

Negli ultimi decenni, l’interesse per le condizioni di chi cerca la possibilità di una vita migliore è cresciuto in conseguenza ai numerosi flussi migratori provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente, zone particolarmente sensibili a condizioni di conflitto e regimi statali difficili. Anche in Sud America, tuttavia, la situazione è particolarmente delicata.

La pandemia da Covid-19 che ha sconvolto il Mondo ha reso ancora più precarie le condizioni di molti Rifugiati, già soggetti vulnerabili a causa del loro Status, tanti dei quali hanno perso il lavoro e quella poca sicurezza acquisita.

Secondo gli ultimi dati riportati dall’ UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, si stima che le persone in fuga per motivi legati a conflitti, violazione dei Diritti Umani e persecuzioni siano circa 82,4 Milioni.

La Turchia è il Paese che, fino ad ora, ha accolto il maggior numero di Rifugiati, circa 3,7 Milioni.

Da anni Croce Rossa fa appello alla Comunità Internazionale al fine di prestare maggiore attenzione all’ambito, cercando di garantire un sistema umanitario e una rete di protezione tali da non lasciar indietro nessuno.

All’interno della stessa Associazione Umanitaria si cerca di sensibilizzare sulla questione attraverso la formazione di Istruttori specializzati in Diritto dei Rifugiati e degli Apolidi, che si impegnino a loro volta a organizzare seminari e convegni rivolti a Volontari e persone esterne, oltre ad avere personale competente per creare collaborazione con altri enti impegnati nel supporto umanitario.

(foto di Tommaso Della Longa/ ItRc)

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